La mia mente cerca di allenarsi per riprendere un ritmo decente. Il rientro al lavoro potrebbe essere molto più vicino del previsto e alla fine potrebbe essere anche un bene.
Non che ci sia niente di male a stare a casa a fare la mamma e la casalinga ma, sinceramente, questo "ruolo" mi sta decisamente stretto. Come i jeans che indossavo prima della gravidanza per intenderci.
Prima di rimanere incinta non riuscivo proprio a capire la forza di volontà e la tenacia di tutte quelle donne che riescono ad allattare i figli per due anni (?). Non riuscivo a comprenderne lo sforzo. Forse perché, le poche che conosco che sono riuscite ad andare oltre il sesto mese, lo facevano con estrema naturalezza. Forse perché i loro figli erano più disciplinati del mio. Forse perché, essendo pure mie amiche, non c'è dubbio che siano delle pazze. Non saprei.
So solo che questa storia dell'allattamento inizia a starmi stretta pure lei. Sempre come i mitici jeans pre-panza. Vorrei arrivare ad allattare fino all'anno, ma non posso uscirci pazza, per me ma soprattutto per il mio ometto...
mercoledì 27 aprile 2011
martedì 26 aprile 2011
Il fumo nuoce gravemente alla salute
E' inutile dirlo. Ieri è stata veramente una giornata di merda. E si vede dal post super ottimista che ho pubblicato.
Continuo a dare la colpa agli ormoni impazziti ma direi che a 6 mesi dal parto è una scusa che non vale più.
Probabilmente la causa scatenante del mio malessere di ieri è stata semplicemente la "cognata Niagara". Mi ha letteralmente inondato di parole, alquanto sconfortanti in generale, fino ad arrivare a questo:
Cognata Niagara: «Ma tu sei tornata come prima del parto?»
Io: «No, ho ancora 10 chili da smaltire, ma per il resto inizio a sentirmi meglio anche mentalmente. Ricordo meglio le cose, mi sento più sicura e l'energia inizia piano piano a tornare come un tempo»
C. N.: «No. Intendevo là, sì, dai, là. Io non gli ho fatto mettere nemmeno le mani per almeno 8 mesi»
Io: «Scusa, credo di non aver capito. O meglio. Non voglio proprio capire. Sono un po' lessa, scusa. Non credo riuscirei a sostenere questa conversazione adesso. Tra l'antipasto di mare e il rombo al forno. No dai, passami il vino che è meglio»
Continuo a dare la colpa agli ormoni impazziti ma direi che a 6 mesi dal parto è una scusa che non vale più.
Probabilmente la causa scatenante del mio malessere di ieri è stata semplicemente la "cognata Niagara". Mi ha letteralmente inondato di parole, alquanto sconfortanti in generale, fino ad arrivare a questo:
Cognata Niagara: «Ma tu sei tornata come prima del parto?»
Io: «No, ho ancora 10 chili da smaltire, ma per il resto inizio a sentirmi meglio anche mentalmente. Ricordo meglio le cose, mi sento più sicura e l'energia inizia piano piano a tornare come un tempo»
C. N.: «No. Intendevo là, sì, dai, là. Io non gli ho fatto mettere nemmeno le mani per almeno 8 mesi»
Io: «Scusa, credo di non aver capito. O meglio. Non voglio proprio capire. Sono un po' lessa, scusa. Non credo riuscirei a sostenere questa conversazione adesso. Tra l'antipasto di mare e il rombo al forno. No dai, passami il vino che è meglio»
lunedì 25 aprile 2011
E il tempo passa
Anzi direi proprio che il tempo vola. E senza che io ne sia consapevole. A dire il vero ho sempre avuto la percezione che la vita mi stesse sfuggendo dalle mani. Ora più che mai.
Guardo la data dell'ultimo post. Sembra ieri ma è passato più di un mese.
Guardo in faccia mio figlio. Sembra ieri ma ha quasi compiuto sei mesi.
Guardo me stessa riflessa nello specchio. Sembra ieri ma non sono più la stessa persona. Non mi riconosco proprio.
Non sono mai stata una persona che si definisce senza ombra di dubbio "full of life" e non sono neanche mai stata particolarmente socievole. La mia stretta rete di amicizie era semplicemente più che sufficiente per il poco tempo libero che mi era concesso.
La mia vita "prima" era in realtà "composta" di tanto lavoro e lunghe attese. Ma era anche piena di emozioni particolari e brividi che ora non sento più. Direi però che è un po' troppo presto decidere di non provare più determinate sensazioni. Direi che è troppo presto per decidere di morire dentro, nonostante un figlio e nonostante una vita familiare tranquilla. Ecco. Troppo tranquilla.
Forse quando abbiamo raggiunto la tanta agognata stabilità cerchiamo di sfuggirle? Sicuramente io si. L'ho sempre fatto, credo sia indole. Il problema è che ora c'è il mio ometto e non ho la più pallida idea di come fare a stare bene senza rischiare di farlo soffrire in futuro.
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