Sono ormai passati più di due mesi da questo mio post.
Mi sembra veramente ieri. E invece sono riuscita a proseguire l'allattamento per altri due mesi. Fino ai sette mesi e mezzo dell'ometto. Se me lo fossi detta a fine aprile non ci avrei creduto.
La fine dell'allattamento al seno, in fin dei conti, è stato un mio grande passo. Mi spiego meglio.
L'idea di non passare più gli anticorpi a mio figlio mi devastava ("I bimbi allattati dalla mamma si ammalano meno!"). Ma, pensandoci e ripensandoci, in realtà ci era rimasto solo quello. Per lui intendo.
Il mio latte non lo saziava più, nonostante io lo abbia sempre attaccato a richiesta giorno e notte. Ho un ometto veramente mangione.
L'amore e le coccole, l'intimità del momento, la presenza della pelle calda della mamma le vive e le riceve tutt'ora anche con il biberon. Perché io sono sempre io. Perché il mio amore per lui non cambia.
L'ultima notte che gli ho offerto il seno, sentivo che sarebbe stata l'ultima. Avevo deciso semplicemente di sostituire la poppata di colazione con il latte artificiale. E di mantenere l'allattamento di notte ancora per qualche settimana, fino a che il biberon non fosse stato definitivamente accettato. E il mio ometto è qui che mi ha stupito. Dopo la prima colazione fatta con latte e biscottino non ha più cercato il seno. È stato forse più naturale per lui che per me. Mi sono dovuta trattenere dal provare ad attaccarlo. Abbiamo fatto la doccia insieme, dormito nello stesso letto, ci siamo fatti tante coccole ma lui da quel primo biberon non ha mai più girato la sua testolina in direzione "latte di mamma". In quei momenti mi sono sentita inutile. Forse perché prima sei indispensabile e dopo non lo sei più, perché non pensavo si adattasse prima lui di me, perché non avevo la certezza che quella notte sarebbe stata l'ultima.
Dopo una settimana che l'ometto non mi cercava più in quanto "dispenser di latte fresco caldo al punto giusto", la ginecologa mi ha "costretta" a prendere delle compresse per abbassare la prolattina. Le ho prese piangendo. Ma visto come l'allattamento mi stava riducendo mentalmente (è stata solo una decisone mia smettere) e visto come mio figlio ha accettato e preferito immediatamente la bottiglietta, penso di aver fatto la scelta giusta.
Da quel primo biberon il mio ometto non ha più sofferto la fame. Si è svegliato meno di notte e ha riposato meglio. E mi cerca come prima. Non di più. Non di meno.
L'allattamento al seno è stata l'esperienza più significativa, grandiosa, emozionante, faticosa, divertente e sorprendente che ho vissuto in questi primi mesi da mamma. È finita per mia scelta ma credo di aver scelto per il meglio e per il bene Del mio ometto.
Questo post partecipa al blogstorming
martedì 28 giugno 2011
venerdì 24 giugno 2011
E vai di spritz (aperol of course)
Così, giusto per non sentirmi completamente dispersa, aggiorno il blog lanciandoci dentro delle banali frasi:
- in famiglia stiamo riattaccando i cocci con il superattack. Sembra che possa effettivamente reggere. Con il tempo si vedrà se è magico come lo pubblicizzano.
- la mia storia di allattamento al seno è conclusa. Stasera ho preso l'ultima compressa per far cessare la lattazione. L'ometto non si attacca e (fortunatamente) non cerca il seno da domenica scorsa. È stato più duro per me che per lui. Latte e Plasmon hanno sempre il loro fascino, per ogni generazione.
- al lavoro mi hanno concesso praticamente tutto quello che ho chiesto. Almeno a voce. Vedremo al rientro se sarà effettivamente così.
Al bando la scaramanzia. Domenica per festeggiare tutto ciò mi concederò uno spritz.
Il primo dopo 16 mesi.
- in famiglia stiamo riattaccando i cocci con il superattack. Sembra che possa effettivamente reggere. Con il tempo si vedrà se è magico come lo pubblicizzano.
- la mia storia di allattamento al seno è conclusa. Stasera ho preso l'ultima compressa per far cessare la lattazione. L'ometto non si attacca e (fortunatamente) non cerca il seno da domenica scorsa. È stato più duro per me che per lui. Latte e Plasmon hanno sempre il loro fascino, per ogni generazione.
- al lavoro mi hanno concesso praticamente tutto quello che ho chiesto. Almeno a voce. Vedremo al rientro se sarà effettivamente così.
Al bando la scaramanzia. Domenica per festeggiare tutto ciò mi concederò uno spritz.
Il primo dopo 16 mesi.
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lunedì 6 giugno 2011
Uno strano senso di inquietudine
Comincio a credere che le cose non possano assolutamente funzionare in questo modo. Al momento la vedo veramente nera, non credo che si possa continuare così.
Non voglio far rivivere al mio ometto la mia infanzia. Non voglio che il mio ometto debba assistere, suo malgrado, a liti furibonde e senza senso. Liti che alla fine non contano nulla. Che non portano a nulla. L'unico risultato è l'immediato senso di frustrazione dovuto alle parole dette, che feriscono più di lame. Io credo, almeno per il momento e nell'imperfezione, di essere una buona madre. Offro amore incondizionato al mio piccolo e cerco di fare ed essere sempre il meglio per lui. Credo anche che suo padre sia un buon padre. Il problema è il suo essere uomo e compagno. Forse sono io troppo esigente, ma dalla vita pretendo sempre il meglio. Non mi piace affatto sentirmi arrivata. Arrivata poi dove? Il mondo è pieno di opportunità, sempre, a qualsiasi età.
Non voglio fare l'elenco delle cose a cui ognuno di noi ha dovuto rinunciare. Pensavo sinceramente fosse più facile, ma alla fine abbiamo deciso insieme e consapevolmente di fare un figlio. Però ho come la sensazione che le rinunce e i sacrifici più grossi al momento siano i miei. E che il padre di mio figlio noti la metà delle cose buone che faccio e dia gran peso alle cose sbagliate. Che poi consistono in una sigaretta dieci ore prima di allattare l'ometto. Io non mi annullerò mai come ha fatto sua madre, crescendo un figlio totalmente dipendente e senza idee proprie. O almeno ci proverò a mettermi da parte, lasciandolo libero di sbagliare e di crescere. Non sono mia suocera e la ringrazio per esserci. Solo conoscendola ho capito cosa non voglio per la crescita di mio figlio. E per la mia vita di mamma.
E per la situazione con il padre di mio figlio? Beh, meglio pensarci ancora un po', rimanendo nel silenzio fino a quando una decisione non sarà presa.
Non voglio far rivivere al mio ometto la mia infanzia. Non voglio che il mio ometto debba assistere, suo malgrado, a liti furibonde e senza senso. Liti che alla fine non contano nulla. Che non portano a nulla. L'unico risultato è l'immediato senso di frustrazione dovuto alle parole dette, che feriscono più di lame. Io credo, almeno per il momento e nell'imperfezione, di essere una buona madre. Offro amore incondizionato al mio piccolo e cerco di fare ed essere sempre il meglio per lui. Credo anche che suo padre sia un buon padre. Il problema è il suo essere uomo e compagno. Forse sono io troppo esigente, ma dalla vita pretendo sempre il meglio. Non mi piace affatto sentirmi arrivata. Arrivata poi dove? Il mondo è pieno di opportunità, sempre, a qualsiasi età.
Non voglio fare l'elenco delle cose a cui ognuno di noi ha dovuto rinunciare. Pensavo sinceramente fosse più facile, ma alla fine abbiamo deciso insieme e consapevolmente di fare un figlio. Però ho come la sensazione che le rinunce e i sacrifici più grossi al momento siano i miei. E che il padre di mio figlio noti la metà delle cose buone che faccio e dia gran peso alle cose sbagliate. Che poi consistono in una sigaretta dieci ore prima di allattare l'ometto. Io non mi annullerò mai come ha fatto sua madre, crescendo un figlio totalmente dipendente e senza idee proprie. O almeno ci proverò a mettermi da parte, lasciandolo libero di sbagliare e di crescere. Non sono mia suocera e la ringrazio per esserci. Solo conoscendola ho capito cosa non voglio per la crescita di mio figlio. E per la mia vita di mamma.
E per la situazione con il padre di mio figlio? Beh, meglio pensarci ancora un po', rimanendo nel silenzio fino a quando una decisione non sarà presa.
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mercoledì 1 giugno 2011
Ha detto "mamma"
E' appurato, certificato, filmato, documentato. Insomma lo dice. Sono due giorni che ci prova. E ora lo dice. E io lo prendo per buono. Ok, non mi guarda in faccia, ma per chiamarmi usa "mum-mama-mammma-mamma-mama-mamma". E io che mi sciolgo in lacrime come una cretina. E' la sensazione più bella del mondo. No, non è vero, è la seconda sensazione più bella del mondo, la prima è averlo sentito uscire dalla mia pancia.
Fotografo nella mia mente questo attimo e corro a preparare il pranzo.
Fotografo nella mia mente questo attimo e corro a preparare il pranzo.
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