Comincio a credere che le cose non possano assolutamente funzionare in questo modo. Al momento la vedo veramente nera, non credo che si possa continuare così.
Non voglio far rivivere al mio ometto la mia infanzia. Non voglio che il mio ometto debba assistere, suo malgrado, a liti furibonde e senza senso. Liti che alla fine non contano nulla. Che non portano a nulla. L'unico risultato è l'immediato senso di frustrazione dovuto alle parole dette, che feriscono più di lame. Io credo, almeno per il momento e nell'imperfezione, di essere una buona madre. Offro amore incondizionato al mio piccolo e cerco di fare ed essere sempre il meglio per lui. Credo anche che suo padre sia un buon padre. Il problema è il suo essere uomo e compagno. Forse sono io troppo esigente, ma dalla vita pretendo sempre il meglio. Non mi piace affatto sentirmi arrivata. Arrivata poi dove? Il mondo è pieno di opportunità, sempre, a qualsiasi età.
Non voglio fare l'elenco delle cose a cui ognuno di noi ha dovuto rinunciare. Pensavo sinceramente fosse più facile, ma alla fine abbiamo deciso insieme e consapevolmente di fare un figlio. Però ho come la sensazione che le rinunce e i sacrifici più grossi al momento siano i miei. E che il padre di mio figlio noti la metà delle cose buone che faccio e dia gran peso alle cose sbagliate. Che poi consistono in una sigaretta dieci ore prima di allattare l'ometto. Io non mi annullerò mai come ha fatto sua madre, crescendo un figlio totalmente dipendente e senza idee proprie. O almeno ci proverò a mettermi da parte, lasciandolo libero di sbagliare e di crescere. Non sono mia suocera e la ringrazio per esserci. Solo conoscendola ho capito cosa non voglio per la crescita di mio figlio. E per la mia vita di mamma.
E per la situazione con il padre di mio figlio? Beh, meglio pensarci ancora un po', rimanendo nel silenzio fino a quando una decisione non sarà presa.
Mi ha colpito il tuo nickname "Spleen" e ancor piu' il tuo profilo. Cosi', eccomi qui, per caso.
RispondiEliminaNon sono una mamma (non ancora).Ma sono una "figlia" cresciuta in una famiglia difficile e anche io, come te, ho un desiderio:non far rivivere le stesse vicende ai miei figli, se mai ne avro'.