martedì 28 giugno 2011

Il MIO primo grande passo

Sono ormai passati più di due mesi da questo mio post.
Mi sembra veramente ieri. E invece sono riuscita a proseguire l'allattamento per altri due mesi. Fino ai sette mesi e mezzo dell'ometto. Se me lo fossi detta a fine aprile non ci avrei creduto.
La fine dell'allattamento al seno, in fin dei conti, è stato un mio grande passo. Mi spiego meglio.
L'idea di non passare più gli anticorpi a mio figlio mi devastava ("I bimbi allattati dalla mamma si ammalano meno!"). Ma, pensandoci e ripensandoci, in realtà ci era rimasto solo quello. Per lui intendo.
Il mio latte non lo saziava più, nonostante io lo abbia sempre attaccato a richiesta giorno e notte. Ho un ometto veramente mangione.
L'amore e le coccole, l'intimità del momento, la presenza della pelle calda della mamma le vive e le riceve tutt'ora anche con il biberon. Perché io sono sempre io. Perché il mio amore per lui non cambia.
L'ultima notte che gli ho offerto il seno, sentivo che sarebbe stata l'ultima. Avevo deciso semplicemente di sostituire la poppata di colazione con il latte artificiale. E di mantenere l'allattamento di notte ancora per qualche settimana, fino a che il biberon non fosse stato definitivamente accettato. E il mio ometto è qui che mi ha stupito. Dopo la prima colazione fatta con latte e biscottino non ha più cercato il seno. È stato forse più naturale per lui che per me. Mi sono dovuta trattenere dal provare ad attaccarlo. Abbiamo fatto la doccia insieme, dormito nello stesso letto, ci siamo fatti tante coccole ma lui da quel primo biberon non ha mai più girato la sua testolina in direzione "latte di mamma". In quei momenti mi sono sentita inutile. Forse perché prima sei indispensabile e dopo non lo sei più, perché non pensavo si adattasse prima lui di me, perché non avevo la certezza che quella notte sarebbe stata l'ultima.
Dopo una settimana che l'ometto non mi cercava più in quanto "dispenser di latte fresco caldo al punto giusto", la ginecologa mi ha "costretta" a prendere delle compresse per abbassare la prolattina. Le ho prese piangendo. Ma visto come l'allattamento mi stava riducendo mentalmente (è stata solo una decisone mia smettere) e visto come mio figlio ha accettato e preferito immediatamente la bottiglietta, penso di aver fatto la scelta giusta.
Da quel primo biberon il mio ometto non ha più sofferto la fame. Si è svegliato meno di notte e ha riposato meglio. E mi cerca come prima. Non di più. Non di meno.
L'allattamento al seno è stata l'esperienza più significativa, grandiosa, emozionante, faticosa, divertente e sorprendente che ho vissuto in questi primi mesi da mamma. È finita per mia scelta ma credo di aver scelto per il meglio e per il bene Del mio ometto.

Questo post partecipa al blogstorming

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