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venerdì 24 giugno 2011

E vai di spritz (aperol of course)

Così, giusto per non sentirmi completamente dispersa, aggiorno il blog lanciandoci dentro delle banali frasi:
- in famiglia stiamo riattaccando i cocci con il superattack. Sembra che possa effettivamente reggere. Con il tempo si vedrà se è magico come lo pubblicizzano.
- la mia storia di allattamento al seno è conclusa. Stasera ho preso l'ultima compressa per far cessare la lattazione. L'ometto non si attacca e (fortunatamente) non cerca il seno da domenica scorsa. È stato più duro per me che per lui. Latte e Plasmon hanno sempre il loro fascino, per ogni generazione.
- al lavoro mi hanno concesso praticamente tutto quello che ho chiesto. Almeno a voce. Vedremo al rientro se sarà effettivamente così.
Al bando la scaramanzia. Domenica per festeggiare tutto ciò mi concederò uno spritz.
Il primo dopo 16 mesi.

lunedì 6 giugno 2011

Uno strano senso di inquietudine

Comincio a credere che le cose non possano assolutamente funzionare in questo modo. Al momento la vedo veramente nera, non credo che si possa continuare così.
Non voglio far rivivere al mio ometto la mia infanzia. Non voglio che il mio ometto debba assistere, suo malgrado, a liti furibonde e senza senso. Liti che alla fine non contano nulla. Che non portano a nulla. L'unico risultato è l'immediato senso di frustrazione dovuto alle parole dette, che feriscono più di lame. Io credo, almeno per il momento e nell'imperfezione, di essere una buona madre. Offro amore incondizionato al mio piccolo e cerco di fare ed essere sempre il meglio per lui. Credo anche che suo padre sia un buon padre. Il problema è il suo essere uomo e compagno. Forse sono io troppo esigente, ma dalla vita pretendo sempre il meglio. Non mi piace affatto sentirmi arrivata. Arrivata poi dove? Il mondo è pieno di opportunità, sempre, a qualsiasi età.
Non voglio fare l'elenco delle cose a cui ognuno di noi ha dovuto rinunciare. Pensavo sinceramente fosse più facile, ma alla fine abbiamo deciso insieme e consapevolmente di fare un figlio. Però ho come la sensazione che le rinunce e i sacrifici più grossi al momento siano i miei. E che il padre di mio figlio noti la metà delle cose buone che faccio e dia gran peso alle cose sbagliate. Che poi consistono in una sigaretta dieci ore prima di allattare l'ometto. Io non mi annullerò mai come ha fatto sua madre, crescendo un figlio totalmente dipendente e senza idee proprie. O almeno ci proverò a mettermi da parte, lasciandolo libero di sbagliare e di crescere. Non sono mia suocera e la ringrazio per esserci. Solo conoscendola ho capito cosa non voglio per la crescita di mio figlio. E per la mia vita di mamma.
E per la situazione con il padre di mio figlio? Beh, meglio pensarci ancora un po', rimanendo nel silenzio fino a quando una decisione non sarà presa.

giovedì 26 maggio 2011

Social life

Mi sto rendendo conto che la mia vita sociale fa acqua da tutti i buchi... A prescindere dal fatto che ultimamente ho deciso di "potare" altri rami secchi (d'altra parte, ora, chi non si è ancora degnato di rispondemi per incontrarci dopo sei mesi dal parto non ha più alcun valore), ho un sacco di persone che vorrei vedere e che non riesco a "incastrare" in agenda.
Ok, questa settimana operano mio suocero e quindi sono giorni convulsi. Tra i seminari al lavoro, il brodo da preparare, la casa da sistemare (speriamo che le ferie della donnina finiscano in fretta), i nonni onnipresenti da gestire e, ovviamente, anche gli impegni altrui da far combaciare, sembra che non ci sia tempo per altro. Almeno però riesco a farmi la doccia tutti i giorni, cosa non proprio scontata con un ometto di sei mesi.

lunedì 25 aprile 2011

E il tempo passa

Anzi direi proprio che il tempo vola. E senza che io ne sia consapevole. A dire il vero ho sempre avuto la percezione che la vita mi stesse sfuggendo dalle mani. Ora più che mai.
Guardo la data dell'ultimo post. Sembra ieri ma è passato più di un mese.
Guardo in faccia mio figlio. Sembra ieri ma ha quasi compiuto sei mesi.
Guardo me stessa riflessa nello specchio. Sembra ieri ma non sono più la stessa persona. Non mi riconosco proprio.
Non sono mai stata una persona che si definisce senza ombra di dubbio "full of life" e non sono neanche mai stata particolarmente socievole. La mia stretta rete di amicizie era semplicemente più che sufficiente per il poco tempo libero che mi era concesso. 
La mia vita "prima" era in realtà "composta" di tanto lavoro e lunghe attese. Ma era anche piena di emozioni particolari e brividi che ora non sento più. Direi però che è un po' troppo presto decidere di non provare più determinate sensazioni. Direi che è troppo presto per decidere di morire dentro, nonostante un figlio e nonostante una vita familiare tranquilla. Ecco. Troppo tranquilla. 
Forse quando abbiamo raggiunto la tanta agognata stabilità cerchiamo di sfuggirle? Sicuramente io si. L'ho sempre fatto, credo sia indole. Il problema è che ora c'è il mio ometto e non ho la più pallida idea di come fare a stare bene senza rischiare di farlo soffrire in futuro.

venerdì 18 febbraio 2011

Un'effimera illusione

Ci sono giorni in cui tutto sembra particolarmente buio.
Il cielo grigio sicuramente non aiuta. Non aiuta nemmeno l'ennesima notte insonne nel tentativo in "insegnare" al mio piccolo che di notte si deve dormire nel lettino. Da solo.
E non è di grosso aiuto nemmeno la situazione politica italiana e internazionale. Sì, perché oltre a dittature che cadono, Governi che bruciano e Premier che si divertono come dei quindicenni, ci sono le persone che non vedono l'ora di attaccar briga. Per esprimere la propria opinione non serve tassativamente essere volgari, scurrili, poco eleganti. La propria opinione può essere semplicemente sussurrata e non, come sempre più spesso succede, gridata. Questo si riuscirebbe tranquillamente a fare se tutti fossimo consapevoli del fatto che ognuno di noi ha la propria testa e, di conseguenza, le proprie opinioni. Il mondo è bello perché è vario, si dice. Ma alle volte ce ne dimentichiamo. Ci piacerebbe uniformare al nostro il pensiero degli altri. Ci piacerebbe per evitare scontri, per evitare di esporsi, per evitare di avere torto.
Io credo che cambiare idea sia utile per crescere. Ma i principi fondamentali devono comunque essere l'educazione, l'empatia, la solidarietà. Sarà solo un'effimera illusione?

mercoledì 9 febbraio 2011

E iniziamo così...

Non so esattamente che cosa mi abbia spinto ad "aprire" un blog tutto mio. Forse le letture durante la gravidanza mi hanno ispirata. Forse sento in questo preciso momento la necessità di trovare un canale di sfogo che, attorno a me, non trovo.
Non che non ci siano persone con le quali parlare, per carità, ma sicuramente alle volte mi vergogno di quello che mi passa per la testa. Ho paura, tremenda paura, di essere mal giudicata. Soprattutto come neomamma. Ho paura di essere fraintesa. E' successo molte volte. Ho paura di perdere le persone che ho vicino, assillandole alle volte con problemi inesistenti. Ho paura di confrontarmi con la realtà perché, il più delle volte, fa male. E quindi eccolo qui. Un diario, come ai vecchi tempi della scuola, ma in chiave moderna e digitale. Facile da aggiornare ma, soprattutto, da nascondere da occhi indiscreti e, allo stesso tempo, da condividere con il mondo.
Un paradosso lo so.
Ma la vita non è per caso piena di controsensi?