martedì 3 maggio 2011

E così gli abbiamo donato la vita eterna... mah.

Dopo lunghi preparativi, finalmente abbiamo battezzato l'ometto. Sì, lunghi. Per il semplice fatto che mettere insieme una trentina di invitati è stato il delirio. Nonostante una cerimonia lampo di circa mezz'ora (senza Messa, per fortuna), decidere i posti a tavola è stato molto complicato, probabilmente William e Kate hanno impiegato meno tempo.
E questo non va con quello, e quest'altro preferisce stare a sedere vicino a pinco pallo... e così via. Mettici pure ex coniugi e triccheeballacche, ma alla fine tutto è filato liscio. Più o meno.
Nonostante i ritardatari cronici della mia famiglia, tutti gli invitati sono arrivati sul sagrato della chiesa all'orario prestabilito. La funzione è stata velocissima (solo un po' complicato spiegare al prete chi e quanti erano i nonni). L'ometto era incantato dalle parole del parroco e quindi, a parte aver tentato di mangiarsi ogni ornamento del clivio (si chiamerà così?!?), è stato attento e, soprattutto, molto silenzioso (poi ho scoperto che aveva il suo cravattino infilato in bocca). Non ha pianto per l'olio. Non ha pianto per l'acqua, che è stata accuratamente asciugata dalla sua mamma con una splendida lavetta bianca Ikea. A fine cerimonia le foto di rito e le firme al registro dei battezzati, sul quale però l'ometto è stato registrato con il nome del padre ma con una "i" finale. Fatto notare l'errore, il prete ha detto che lo correggerà. Speriamo.
E qui entrano in scena gli invitati, soprattutto i più indisciplinati.

La Matriosca è salita sul pulpito, sull'altare, ha infilato l'ometto in un vaso di fiori per fargli una foto, ha interrogato il prete sulla beatificazione di Giovanni Paolo II... Insomma, ha fatto il suo solito show. Non potevo aspettarmi di meglio da una persona che fa servizi fotografici durante le cerimonie funebri.
Io capisco che lei sia di una religione diversa ma, comunque, ci vuole rispetto. Ne ho portato io che ho tutte le mie tesi contrarie alla Chiesa. L'ometto è stato battezzato solo per volere del padre. E io semplicemente sono entrata nella basilica mesta mesta e ho evitato di promettere certe cose (del tipo credo e non peccherò mai). D'altra parte ho evitato di mentire proprio per rispetto per chi ancora crede. E, d'altra parte, dovevo andare... è stato il primo evento mondano del mio ometto!
Passando oltre, siamo riusciti ad uscire dalla chiesa e ad arrivare al ristorante. Quando si mangia, bene o male si va d'accordo. E così le due ore successive sono volate, tra mio suocero che svegliava il bambino perché lo voleva tenere in braccio ed esibire alla tavolata, mia suocera che si nascondeva dietro al paravento perché il bambino (ovviamente con il sonno arretrato causa risveglio nonnifero) piangeva, la Matriosca che tentava di fare assaggiare all'ometto di sei mesi patate piene di aglio e sale (e forse anche altro, non lo saprò mai)... Insomma per me un po' un film dell'orrore, ma con il supporto di padrino e madrina mi sono anche divertita.
La sera a casa siamo crollati miseramente sul letto. Se questo era un terzo di quello che si deve fare per un matrimonio, allora beh, credo che non mi sposerò mai.

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